Pranoterapia significa “cura mediante l'utilizzo del prana”. Il termine prana deriva dal sanscrito – una antica lingua indiana – e significa “soffio vitale” con il quale, secondo le teorie orientali, si intende l'energia della quale è permeato tutto l'universo, compresi gli esseri viventi. Per la pranoterapia la malattia consiste in uno squilibrio (un sovraccarico o una carenza) di energia all'interno dell'organismo. i pranoterapeuti facendo ricorso al loro soffio vitale, oggi definito “flusso bioenergetico”, riescono a ristabilire l'equilibrio energetico favorendo il processo di guarigione.
La pratica della pranoterapia è molto antica ma i primi documenti ufficiali risalgono solo al dodicesimo secolo quando, in Francia, Luigi VI, faceva ricorso alla pratica terapeutica mediante l'utilizzo del prana per mitigare la sofferenza dei malati di scrofola (una grave infezione causata dal bacillo della tubercolosi). Se ne trovano altre tracce in un documento di un letterato ecclesiastico Pierre de Blois che circa un secolo dopo, in Inghilterra, descrive i poteri di Enrico II che con l'imposizione delle mani aiutava i malati.
Franz Anton Mesmer, medico viennese nato nel Settecento, è considerato il fondatore della pranoterapia essendo stato il primo a cogliere la natura del soffio vitale descrivendolo come “magnetismo animale” , ossia come pura energia che si sprigiona dal corpo. Mesmer dopo studi approfonditi sul prana, basandosi anche sulla propria esperienza personale, si convinse dell'esistenza di uomini che possedessero “un rimedio invisibile, imponderabile, ma assolutamente efficace per curare le malattie”. Questo rimedio consiste in un fluido diffuso nell'universo, che entra nei nervi umani conferendo al corpo umano proprietà simili a quelle di una calamita: dirigendolo verso un corpo malato è possibile avviare in esso, e poi portare a termine, i processi di guarigione. Dopo aver lavorato a lungo a Parigi curando la povera gente con il suo fluido raggiunse la fama anche presso gli esponenti della corte di Luigi XVI, ma la Commissione dell'Accademia delle scienze di Parigi disconobbe la possibilità dell'esistenza di un fluido magnetico-terapeutico affermando che :”Non c'è nulla che mostri l'esistenza di questo fluido magnetico e, siccome è inesistente, non può avere effetti salutari” causando così la rovina di Mesmer come uomo e come medico. Solo quando, molto tempo dopo, nel 1822, Ampere dimostrò scientificamente l'equivalenza tra magnetismo ed elettricità Mesmer venne in parte riabilitato. Negli stessi anni partendo dalle intuizioni di Mesmer e dalle scoperte di Ampere a Vienna, il chimico austriaco Karl von Reichenbach riuscì a dimostrare che la particolare energia che si sprigiona dalle mani di alcuni uomini si manifesta tramite un'irradiazione luminosa.
Nel 1967 il russo Semyon Kirlian ha realizzato una particolare apparecchiatura, denominata Kamera Kirlian, in grado di fotografare per la prima volt il prana che ha chiamato “plasma biologico”. Egli capì che, pur avendo molte affinità fisiche con l'elettricità, l'energia emanata dai corpi non coincideva esattamente con questa. Con la sua apparecchiatura il ricercatore riuscì a dimostrare che il plasma biologico era caldo ed aveva anche due particolari colori: il rosso ed il blu. Oggi si ritiene che l'energia rossa, evidenziata dalla Kirlian, abbia un potere radiante, cioè consenta il passaggio di flusso dal pranoterapeuta alla persona, mentre l'energia blu abbia un potere assorbente e, pertanto, riequilibrante.
Oggi questa ed altre apparecchiature ulteriormente perfezionate vengono utilizzate per provare l'esistenza del fluido nelle mani dei pranoterapeuti.
Le maggiori conoscenze sul prana, ottenute attraverso i progressi conseguiti dalla ricerca, hanno indotto a preferire la definizione “flusso bio-energetico” riducendo l'alone di magia che lo circondava. È oggi ipotizzabile che il flusso bio-energetico sia costituito da un insieme di onde elettromagnetiche, termiche ed elettriche. Ogni persona è dotata del flusso ma il pranoterapeuta differisce dagli altri per la maggiore quantità di energia di cui è dotato, e che può utilizzare per riempire i vuoti energetici che provocano le malattie.